achimporta
Achimporta perchè lo faccio
Continuerò a fare qualcosa senza credere in nulla, e lo farò molto allegramente, perché essere privo del ricatto del domani mi dà un grande sollievo
Pierpaolo Pasolini. Conferenza all'Olivetti
Pierpaolo Pasolini. Conferenza all'Olivetti
sabato 12 maggio 2012
giovedì 12 aprile 2012
Calcola la reputazione
Cosa hanno in comune Berlusconi, Camusso, Merkel e No Tav? Sembra una
barzelletta, o “trova l’intruso”, ma questo insieme è il frutto
dell’ingegneria reputazionale, signori. L’immagine di un’azienda, di una
persona o di un tema che si ottiene analizzando informazioni pubbliche e
online a loro carico, operata dai professionisti di Reputation Manager (www. reputazionline.it)….Continua
domenica 8 aprile 2012
Kony non ha paragoni
Dalla Cnn alla Cbs, dai Tg ai talk show. La campagna Kony 2012 con i
suoi 87 milioni di visualizzazioni in un mese ha fatto il giro del
mondo, quel globo che siglava il video di Invisible Children e per il
quale se n’è andato a spasso quel signore della guerra che recluta
bambini soldato….Continua
venerdì 20 gennaio 2012
Araba? Un piede su Fb e trovi lavoro
Nascoste dietro false identità, le donne arabe prendono confidenza con i
social network, e si scoprono. Pare infatti che sia nata, soprattutto
in Arabia Saudita una nuova tendenza tra le giovani donne: postare su
Facebook proprie parti del corpo. Piedi, unghie, mani, usate come armi
di emancipazione anonima. Immagini di libertà dalle restrizioni sociali
che…Continua
mercoledì 11 gennaio 2012
Ronaldo paga l'Irpef come i redditi minimi
Tra le misure più discusse appena approvate in Spagna dal governo Rajoy, al primo posto c’è l’aumento dell’Irpef fino a 7 punti percentuali. L’aumento è progressivo e va dallo 0,75% (da 24% ai 24,75%) in più per i redditi inferiori ai 17mila 700 euro annui ad un massimo di 7% in più per i redditi dai 300mila euro in su (da 45% a 52% di prelievo sul reddito). L’accoglienza negativa ha addirittura costretto il capo del governo, insediatosi da un mese e finora mai comparso in alcuna conferenza stampa, ad uscire allo scoperto e a rilasciare un’intervista a riguardo all’agenzia nazionale Efe nella quale ha difeso «come necessaria» la misura più impopolare della prima manovra economica del suo governo. Continua
martedì 10 gennaio 2012
Facebook: un database più grande del Kgb
A Max Schrems, studente viennese di 24 anni, si è gelato il sangue nelle vene quando ha chiesto a Facebook tutta l’informazione sul suo conto archiviata in tre anni di vita virtuale. Dopo decine di e-mail all’azienda di Zuckerberg, infatti, si è visto recapitare 1.222 pagine, inclusi messaggi personali che aveva cancellato e che invece erano ancora lì, nella base dati di Facebook, insieme a gusti e opinioni religiose, tutto ricavato dai “mi piace” da lui cliccati e catalogati in 57 categorie.
“Quando si elimina qualcosa da Facebook, il social network lo nasconde perché non sia visibile” spiega Schrems. C’è di più: “Quando un utente scarica i dati personali archiviati, il social network gli restituisce solo le informazioni che secondo le leggi locali gli sarebbe possibile conservare”. Così nessuno sa di avere migliaia di pagine negli archivi, a parte Max. Se lo stesso discorso valesse per tutti gli utenti, cosa probabile, Zuckerberg avrebbe da parte più informazioni del Kgb e della Stasi.
Ma qualcosa è cambiato, dopo le denunce contro il colosso della Rete presentate da Max all’Autorità irlandese per la Privacy, che gli ha dato ragione: la sede internazionale di Facebook, che gestisce tutti gli utenti, eccetto quelli di Usa e Canada si trova a Dublino, quindi deve rispettare le leggi europee sulla protezione dei dati, più restrittive di quelle americane. Facebook ha promesso di migliorare la privacy dei circa 500 milioni di utenti coinvolti: maggiore trasparenza, eliminazione dei dati dedotti dal pulsante “mi piace” e limitazione del tempo d’archiviazione. Un grande passo per l’umanità virtuale, secondo Schrems, che ha ottenuto in un colpo molto di più delle Autorità europee.
Max però non ha rinunciato al suo profilo perché pensa che sia “l’azienda e non gli utenti a dover cambiare”.
“Quando si elimina qualcosa da Facebook, il social network lo nasconde perché non sia visibile” spiega Schrems. C’è di più: “Quando un utente scarica i dati personali archiviati, il social network gli restituisce solo le informazioni che secondo le leggi locali gli sarebbe possibile conservare”. Così nessuno sa di avere migliaia di pagine negli archivi, a parte Max. Se lo stesso discorso valesse per tutti gli utenti, cosa probabile, Zuckerberg avrebbe da parte più informazioni del Kgb e della Stasi.
Ma qualcosa è cambiato, dopo le denunce contro il colosso della Rete presentate da Max all’Autorità irlandese per la Privacy, che gli ha dato ragione: la sede internazionale di Facebook, che gestisce tutti gli utenti, eccetto quelli di Usa e Canada si trova a Dublino, quindi deve rispettare le leggi europee sulla protezione dei dati, più restrittive di quelle americane. Facebook ha promesso di migliorare la privacy dei circa 500 milioni di utenti coinvolti: maggiore trasparenza, eliminazione dei dati dedotti dal pulsante “mi piace” e limitazione del tempo d’archiviazione. Un grande passo per l’umanità virtuale, secondo Schrems, che ha ottenuto in un colpo molto di più delle Autorità europee.
Max però non ha rinunciato al suo profilo perché pensa che sia “l’azienda e non gli utenti a dover cambiare”.
giovedì 22 dicembre 2011
Il ministro dell'Economia spagnolo: ex Lehman Brothers
L’ex responsabile esecutivo di Lehman Brothers per Spagna e Portogallo, Luis de Guindos Jurado, è il nuovo ministro dell’Economia spagnolo. L’accoglienza non si lasciata attendere, neanche su Twitter, dove uno degli hashtag che spicca tra i nomi dei ministri appena nominati è proprio Lehman Brothers, che ha sostituito quello di De Guindos. In rete sono già partite le critiche contro l’uomo che da oggi è incaricato di portare a termine riforme e tagli alla spesa. Il partito socialista ha dichiarato: «Ci auguriamo che il nuovo ministro dell’Economia abbia più fortuna in questo nuovo incarico di quella che ebbe l’ultima volta in Lehman Brothers». La sua è stata una carriera fra aziende private e politica, essendo stato ex sottosegretario all’Economia dell’ultimo governo popolare di José Maria Aznar. De Guindos si identifica con la scuola liberale e per le sue doti di comunicatore e di recente ha vinto il premio della stampa economica spagnola. Continua
lunedì 19 dicembre 2011
Spagna, il programma di Rajoy: 12 riforme e giù le mani dalle pensioni
Crescita economica, controllo e riduzione della spesa pubblica, modernizzazione dell’amministrazione, fine della «piaga della crescente disoccupazione», maggior peso internazionale, riforma del lavoro, della sanità e dell’educazione. In Spagna arriva il governo popolare e il futuro premier, Mariano Rajoy, annuncia al Congresso dei deputati il suo programma e la linea economica della X legislatura che sta per iniziare. Continua
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