Achimporta perchè lo faccio

Continuerò a fare qualcosa senza credere in nulla, e lo farò molto allegramente, perché essere privo del ricatto del domani mi dà un grande sollievo
Pierpaolo Pasolini. Conferenza all'Olivetti

domenica 31 ottobre 2010

Bunga bunga di ritorno

Già all'andata era stata dura. Immginatevi al ritorno. 
Questo post non avrebbe mai dovuto essere scritto. Infatti, arriva volutamente stanco dopo giorni di pregievole dialettica bunga bunga a raccontare il boomerang. Perchè dopo giorni in cui sembrava che non ci fosse niente da aggiungere alle comunicazioni nazionali sul caso dell'adolescente meglio retribuita della storia italiana, arriva una soffiata: oggi, domenica 31 ottobre 2010 due giornali sportivi santificano calcisticamente il bunga bunga con l'effetto boomerang, sdoganando così anche nel gergo calcistico l'epifania linguistica della settimana.
La Gazzetta sportiva, tutta in rosa, infatti, titola: "Bunga bunga Juve" , mentre il compare Tutto sport allo stesso titolo sta attento ad aggiungere un punto esclamativo (che come insegnano Troisi e Benigni, sdrammatizza!). Ora, visto che la notizia cui si riferiscono le due prime pagine è che la Juventus ha vinto 2-1 sul Milan a Sansiro, e visto che il presidente del Milan è Sivio Bunga, è chiaro che siamo in presenza del bunga bunga di ritorno: Milan beccati sto bunga bunga, verrebbe da dire. Con tanto di foto di Del Piero-Quagliarella avvinghiati l'uno a l'altro che urlano manco avessero appena passato una notte con una minorenne marocchina. Ecco dunque sdoganato lessico e immaginario: il bunga bunga, alla faccia dei tormentoni (che se becco chi s'è inventato questo termine chiamo in questura e lo faccio arrestare!) che durano una settimana, è ormai entrato a tutti gli effetti nel vocabolario dell'italiano medio, quello che vede la partita e che legge la gazzetta, cioè tutti gli italiani. E come se non bastasse è già a pieno titolo nell'immaginario collettivo: nessuno sa cosa sia di preciso (La stampa direbbe: "è giallo"), ma sicuramente è qualcosa che ha a che fare con la potenza, il maschio urlante e sudante che mette a segno un goal da boato di quelli che rimbombano nella pancia dello stadio e tutti gli altri se la prendono....ecc ecc. E' fatta. Beppe Severgnini direbbe che anche questa volta il presidente del consiglio ha saputo parlare alla pancia degli italiani. Gli italiani che quando tornano a casa stanchi dal lavoro vorrebbero tanto far ruggire dalle loro pance quel bunga bunga baritono mentre scaricano i loro istinti primordiali.
Ma il boomerang l'hanno saputo cogliere al volo anche quelli dell'Italia dei Valori. E quando mai. E così si sono dedicati a fare un po' di pubblicità a quel pezzo di storia italiana che in migliaia vorrebbero già dimenticare. No. Meglio farci un manifesto, nelle loro intenzioni a fin di bene, per far capire chi sia davvero Silvio Berlusconi, ma anche questo è un bunga bunga di ritorno. Il manifesto che il partito di Di Pietro ha affisso ha 3 immagini. Silvio in giacca e cravatta, Papi in bandana, e un Silvio-Gheddafi "bunga bunga". Sopra il poster attaccato su tutti i muri della capitale si legge: Evoluzione della specie? Beh no. Involuzione dell'Italia dei Valori. Anche qui Severgnini direbbe che agli italiani quel manifesto dà solo l'idea dei mille volti del loro presidente, serio quando c'è da esserlo, simpatico in vacanza e anche esotico quanto basta. 

Piccoli appunti di vita vissuta: A proposito di brutte figure internazionali, Beppe Servergnini presentando il suo libro "La pancia degli italiani" al programma di Daria Bignardi "Le invasioni Barbariche" parlava del fatto che l'errore di Berlusconi sta nel continuare a fare gaffes internazionali umiliando così le centinaia di migliaia di italiani all'estero che all'indomani vanno a lavoro e devono sentirsi ridere dietro. Per non parlare del fatto che anche la Berlinguer al tg3 cercava di spiegare che vuol dire bunga bunga perchè pare che nessuno, soprattutto all'estero, abbia capito di che si tratti. Bene. Due giorni fa entrando a lavoro in un ufficio in pieno centro di Madrid dove lavorano insieme spagnoli, italiani e portoghesi, mi sono sentita fare questa domanda: "Scusa ma in italiano che significa bunga bunga?" Sapevo di stare dopo il Ruanda in molte classifiche, ma mai avrei pensato che l'italiano cominciasse a somigliare così tanto all'africano, con tutto il rispetto per l'Africa. 

Adesso manca soltanto che bunga bunga entri nella Treccani e che fare la pubblicità siano le due coatte studiose del calippo accompagnate dalla ricercatrice di lingue comparate vestita da coniglietta. E chiamateci moralisti.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Chi ti ha fatto la soffiata?

Alessia Grossi ha detto...

un italiano vero! uno che guarda le partite e legge la gazzetta, ma è talmente intelligente che nota cose come questa. insomma, angelo!

Epica ha detto...

Io però penso che si dovrebbe rendere più giustizia al tormentone di Elio che, come quello di Shakira, durerà almeno per tutto l'autunno e che, a modo suo quindi, ha a che vedere con il calcio.

http://www.youtube.com/watch?v=JM3rB0iEUtM