Abbiamo aspettato esangui con decine di questioni economico-lavorative in sospeso la nomina del nuovo Ministro dello Sviluppo Economico, godendoci cinque mesi d'interim fantasma di Berlusconi. Abbiamo tenuto duro, anche questa volta, laddove altri cittadini non avrebbero resistito alla tentazione di chiedere le dimissioni di un Governo incapace di nominare un ministro dopo che il precedente si era dimesso perchè gli era stata comprata una casa a sua insaputa da un traffichino che voleva vedere suo figlio attore. E allora, avete voluto un ministro? Ed eccovelo qua. Non vi sta bene? E state sempre a lamentarvi. Comunisti.
E di lamentele sulla nomina di Romani ne sono arrivate da diverse parti. Dice che il Trota ha avuto da ridire sul cognome, e che il padre del Trota quando ha sdrammatizzato sulla battutaccia di SPQR era con il nuovo ministro che voleva scusarsi.
Fatto sta che come se non bastasse la fulgida carriera come aiutante di Berlusconi a gettare quel leggereo velo pietoso di "incompatibilità" sulla sua nomina (consigliato l'articolo di Alessandro Longo su l'Espresso a riguardo), leggero perchè come sempre non ha portato a nessuna reazione dei diretti interessati, qualche ora fa arriva un'altra lamentela (e basta!) cui cerchiamo di dare voce, consci che anche questa non metterà a repentaglio in nessun modo la poltrona del ministro senza brindisi.
Ad insinuare il dubbio questa volta è l'Aduc, l'associazione dei consumatori. Il comunicato diffuso da questa nuova combriccola di comunisti spiega che in quanto Ministro dello Sviluppo Economico, Romani presiede anche il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, sotto cui si raggruppano varie associazioni di consumatori, appunto, la cui attività di tutela nei confronti dei cittadini viene così riconosciuta e legittimata dal ministero di cui sopra. Che? L'Aduc in questo ci ha visto lungo fin dall'inizio - dice nel comunicato - e fin dalla nascita di questo discusso organismo di lotta contro il potere che dal potere stesso dovrebbe ricevere legittimazione e contro i poteri forti affinare le sue armi ha deciso di non voler far parte. Lungimiranza che deve essere riconosciuta all'associazione presieduta da Vincenzo Donvito, anche alla luce dell'accaduto: il ministro che doveva sostenere le lotte dei consumatori si dimette perchè implicato in una truffa, il successore è niente di meno che il presidente del conflitto di interessi, e il successore del successore, da quest ultimo designato, è il principale artefice della legge Gasparri, legge "bipolarmente" riconosciuta come dannosa nei confronti di qualsiasi concorrenza atta ad alleviare le pene dei consumatori stessi.
Rilanciamo la domanda dell'Aduc: che pensano di fare le associazione capitanate dal ministro della sola a Sky, della sparizione del tesoretto per la banda larga per tutti, lasciato dal predecessore Gentiloni, del freno alla Tv via Web e del decreto che avvantaggia Mediaset grazie ai nuovi limiti "per l'affollamento pubblicitario"?
Ma soprattutto, che fine faranno i consumatori che si sono affidati all'impronunciabile Cncu?
Luciano di Samosata direbbe stanno belli caldi "nella pancia della balena". Ma la colpa è vostra: avete voluto dare il potere ai romani? E beccatevi questa. E pensare che avete voluto anche le scuse di Bossi.
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