Achimporta perchè lo faccio

Continuerò a fare qualcosa senza credere in nulla, e lo farò molto allegramente, perché essere privo del ricatto del domani mi dà un grande sollievo
Pierpaolo Pasolini. Conferenza all'Olivetti

lunedì 11 ottobre 2010

Un cinguettìo allunga la vita?

«Amici miei, sono tornata a casa. L’8 ottobre sono stata messa agli arresti domiciliari. Non so quando potrò vedere qualcuno. Il mio cellulare è fuori uso e non posso effettuare né ricevere chiamate». E ancora: «Ho visto Xiaobo e gli ho detto che ha vinto il premio. Vi dirò altro più tardi. Per favore, aiutatemi tutti voi a comunicare tramite Twitter. Grazie». Questo cinguettìo arriva dalla Cina e come avrete immaginato è stato scritto dalla moglie di Xiaobo, che ha vinto il premio Nobel a sua insaputa.

Le notizie, in 140 caratteri arrivano via Twitter, in questo molto più utile, immediato ed efficace di qualsiasi altro mezzo di comunicazione, vecchio e nuovo. Ma per dirla tutta il sito di microblogging, erede del telegramma, in qualche Paese continua a funzionare come nel secolo scorso il vecchio mezzo di comunicazione sintetica. E Liu Xia, poetessa cinese e moglie del simbolo della rivolta di Tienanmen, non è l'unica ad avere problemi nell'utilizzo del telegramma a cinguettii.

Proprio ieri centinaia di microblogging come Achimporta, avranno ricevuto il messaggio disperato di Yoani Sanchez, attivista cubana che ha provato ad aprire un profilo su Twitter da Cuba, evidentemente con scarso successo. "Hola, envio tweets desde un movil sin Internet, no puedo leer lo que otros me escriben. Disculpa, cuando logre conectarme leere tu mensaje", Ciao, invio tweets dal mio cellulare senza Internet, non posso leggere ciò che mi scrivono gli altri. Scusatemi, quando riuscirò a connettermi leggerò i vostri messaggi. Questo è il cinguettìo che ci giunge ieri al'1:51 dal profilo Twitter della Sanchez e significa che il suo telegrafo è bello che andato. Ma non è la prima volta, Yoani ha attivato il suo microblogging da una settimana e nonostante le difficoltà date dalla censura che passa anche per l'economia (un'ora di connessione Internet a Cuba costa quanto 1/3 dello stipendio mensile, ci informa) cerca di scrivere con un "guasto al giorno". Quasi impossibile stabilire la connessione, "problema tecnico o censura?" si chiede fin dal primo giorno su Twitter la blogger cubana. Le assicurano che è un problema tecnico ma che il sito è al lavoro per risolvere la questione. Ma Yoani non può aspettare, troppo caro. Così trova un escamotage, usare il cellulare, cioè gli sms per inviare tweets. Scopre il meccanismo e posta su Twitter "come fare a connettersi al sito di microblogging da un cellulare cubano".


Ma noi siamo reduci da una campagna elettorale per le primarie del Partito Socialista Obrero Espanol a Madrid che è stata una vera lotta su Twitter, vinta inaspettatamente dalla candidata di Zapatero, Trinidad Jimenez, che si è aggiudicata la ribalta delle cronache per la migliore campagna sui nuovi media, anche se ha incassato la sconfitta ai seggi. Per non parlare della libertà di tweets che si sente al solo cercare i profili dei Presidenti occidentali sul sito. Una satira continua dal finto profilo di Berlusconi che racconta barzellette in 140 caratteri (bella sfida) a quello di Giorgio Napolitano che a dire la verità non cinguetta neanche molto, per non parlare di quello "parallelo" di Obama

I nostri telegrafi funzionano a meraviglia. Come è possibile che per altri sia così difficile emettere anche solo un cinguettìo, inspiegabile. Per fortuna la soluzione ce la dà lo stesso uccellino azzurro, quando in 140 caratteri ci lascia dire al mondo l'incipit della soluzione e aggiungere il link. Migliaia di cubani ringraziano e cinguettano. E chissà, se Liu ritrova il cellulare, anche decine di migliaia di cinesi.

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