Achimporta perchè lo faccio

Continuerò a fare qualcosa senza credere in nulla, e lo farò molto allegramente, perché essere privo del ricatto del domani mi dà un grande sollievo
Pierpaolo Pasolini. Conferenza all'Olivetti

giovedì 30 dicembre 2010

Quanto costa un deputato? E un Big Mac?

Ne possiamo leggere quante ne vogliamo di classifiche annuali in questi giorni. Ce n'è per tutti i gusti. E nemmeno si possono elencare in piccola percentuale. Ma ce n'è una che ha in sé qualcosa di assolutamente diabolico, qualcosa che ti illumina e ti sbatte a terra allo stesso tempo. Un occhio di bue puntato sull'anima del giornalismo, e allo stesso tempo un catetere nello stomaco del mondo. E' la classifica delle 20 più belle "immagini" pubblicate da The Economist durante l'anno. La scelta è dei lettori. 
Al primo posto della classifica: il grafico dei Paesi in cui "più costano i politici pro capite". Al 18esimo: "dove più costa un Big Mac".  A voi scoprire cosa c'è in mezzo. 





La domanda è: perché gli Stati Uniti sono all'ottavo posto nella classifica dei Paesi che più spendono per la politica e quando si parla di Big Mac invece, sul grafico compare un "non pervenuto"?
Questa si chiama esportazione della democrazia dei cetrioli.
In compenso, l'Italia stranamente non compare né nell'una né nell'altra classifica. Si vede che The Economist non ha tenuto conto degli ultimi rialzi nelle compravendite del Big cetriolo.

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