Mentre in Italia ci stavamo sfogando tra prostitute e conferenze sulla famiglia di cui ricordiamo gli interventi salienti del dibattito: "Non credo che Silvio Berlusconi frequenti escort" (Mara Carfagna oggi Ministro delle Pari opportunità); "La bitecnologia toglie i diritti ai figli" (Carlo Giovanardi, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio); "Aiuti solo alle coppie che procreano" (Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali); "Servono politiche moderne" (Renato Schifani, Presidente del Senato); "C'è bisogno di un lavoro quotidiano" (Cardinale Dionigi Tettamanzi), dicevo, in mezzo a tutti questi sfoghi a parte ascoltare le parole sante del suddetto cardinale, ci siamo potuti risparmiare le dichiarazioni di sua santità il Papa.
In Spagna, nel frattempo, arrivava il nuovo modello di papamobile gialla con il santo padre al galoppo. Alta l'attenzione sul caso: era solo il secondo a far visita agli spagnoli (noi ne abbiamo avuti in casa 256) e per di più Ratzinger non è neanche tra i più conosciuti. Ora saranno contenti? Passata la festa gabbato lo santo? Macchè. Siccome il "massimo dirigente della Chiesa" neanche aveva baciato la terra dell'areoporto di Barajas che già aggrediva il laicimo, i matrimoni gay, il relativismo spagnolo e poco ci è mancato che si mettesse ad imprecare contro il rito del botellon, la visita conclusasi due giorni fa si è lasciara dietro strascichi inimmaginabili per chi come noi si è assuefatto alle sante benedizioni.
Intanto il Presidente Zapatero a scanzo di equivoci, ci ha tenuto a precisare che tutto sommato "una legge sulla libertà di culto non è poi così urgente" e ha rimandato la votazione, hai visto mai che ci si mette pure il Papa a prendersela col suo governo e poi è la fine. Anche questo ha contribuito alle risposte scatenate di intellettuali, pensatori e pericolisissimi comunicatori laici.
L'articolo che meglio riassume il clima di indignazione nei confronti di un capo di Stato che in visita in un altro Paese ne attacca i principi fondanti come il laicismo, è opera di Fernando Savater su El Pais. Leggendolo sembrerebbe scritto da un italiano, o meglio, forse il vero peccato è che a scriverlo non sia stato un italiano. Il titolo dell'articolo è: "Fino a quando?" e il livello massimo di sana e lucida difesa del laicismo arriva al terzo paragrafo quando Savater scrive: "Per il Papa stiamo come nel '36 e da qui a bruciare le chiese il passo è breve. Evidentemente neanche 40 anni di franchismo sotto lo stendardo ci autorizzano ad emanciparci un po' da un'istituzione che con tanta efficacia ha lavorato per perpetrare il ritardo intellettuale e la mancanza di libertà politiche nel nostro paese dall'inizio della modernità"
Ma la domanda più stuzzicante è: "Per caso i nostri politici non ricordano che la Chiesa è insaziabile?" Beh, no. Neanche Berlusconi lo ricorda, neanche dopo lo strappo dato dall'indignazione papale per le escort e il divorzio. Nessuno lo ricorda, o tutti fanno finta di non saperlo, meglio.
E mentre il Spagna il dibattito si sposta sui nuovi media dove i commenti della Rete vanno da "finchè la Chiesa continua ad utilizzare i fedeli come clienti per sopravvivere, continuerà a vedere i laici come una minaccia competitiva, visto che siamo gli unici in grado di togliergli il potere temporale" fino a chi scrive: "educazione e cultura per liberarci della magia e delle arti divinatorie. sapere o non sapere, ma mai credere: è relativismo? (relativismo di che?)", in Italia l'Arcigay chiede che anche le famiglie omosessuali possano essere prese in considerazione. Amen
P.S: Per maggiori informazioni sull'accoglienza al Pontefice raccomandiamo di leggere: "La visita entusiasma i fedeli ma non soddisfa le aspettative commerciali".

3 commenti:
Potrei commentare dicendo una banalità.
Ecco la banalità: il problema tra Italia e Spagna in relazione al rapporto di più o meno subordinazione all'autorità temporal-etica del Vaticano è diverso, per ragioni storiche di lungo e breve periodo.
Al di là di queste specificità, la questione secondo me per entrambe oggi resta una sola: il problema non è la "missione civilizzatrice" del pontefice - con la quale intendo tutte gli interventi omofobi e quelli a favore di una non-ben-identificata famiglia-modello in un presente da cui si esclude inverosimilmente il confronto con la bio-tecnologia - il problema è nell'incapacità o non-volontà del mondo politico di prendere le distanze da tutto questo. Mi spiego meglio, pur essendo atea (quelli che si definiscono laici secondo me confondo un po' le categorie) e guardandomi bene dal sopportare il bombardamento mediatico della Commissione per la Dottrina della Fede ecc., credo che sia lecito per un istituto religioso interessarsi della vita dei suoi fedeli e non, dell'uomo in generale ed essere anche fortemente presente nel dibattito comune e in quello politico; non trovo invece ammissibile, proprio perché atea e cittadina di un Paese laico (qui sì che il termine è proprio), che la classe politica di qualsiasi schieramento sia così pronta - diciamo ammaestrata - a lasciare che quella dell'istituto religioso di cui sopra sia spesso l'unica voce a parlare e ad occuparsi di problema reali dell'individuo, anche in quanto cittadino. Purtroppo, e lo dico laicamente, ciò vale tanto per le aberranti affermazioni sulla omosessualità e in difesa della famigliola eterosessuata, tanto però anche per la condizione degli immigrati e per quella dei lavoratori.
Mi rendo conto che non posso annullare anni e anni di affiancamento democristiano alle consegne papali, ma nemmeno posso accontentarmi di questo passato che non passa mai come spiegazione del presente. Chiaramente di quello in Italia.
E tu come la vedi?
esattamente la riflessione che facevo...il crinale pericoloso sul quale rischiano di scivolare anche gli spagnoli e che l'articolo di cui parlo metteva è in luce, è quello che la politica in un momento così difficile si possa sentire in colpa di essere laica e di affermare le ragioni di uno stato laico come quello spagnolo. Perchè ora? perchèa anche a Zapatero scoccerebbe molto perdere seguito tra i cattolici socialisti e sentirsi criticare anche dal loro rappresentante religioso.
Nessuna censura, anzi. Solo un ritardo di vueling!
Scusami se non ho inteso [cit.G.G] il senso dell'articolo, ma tu continui a postare cose in lingue che non mastico e purtroppo non riesco a cogliere le sfumature critiche.
Mi fa piacere che l'Europa "di sinistra e laica" vada sotto tutta insieme così almeno potremo decidere di emigrare in Paesi sotto dittatura senza rimorsi di coscienza [ovviamente solo dittature pseudo-comuniste futuriste del settimo giorno: R.P.C. e Cuba].
Hasta Vueling sempre
Posta un commento