Il 2011 è iniziato da poco più di quindici giorni eppure dai primi segnali sembra passerà alla storia come l'anno del via vai, annunciati e non. Via la metà dei funzionari statali inglesi dalle loro scrivanie, cui si aggiungono i colleghi greci, quelli irlandesi e addirittura los funcionarios cubanos. Via ai tagli della spesa nella metà dei paesi dell'euro, via a quelli della scuola italiana, e anche quella spagnola non sta meglio. Il Portogallo voleva uscire dall'euro, ma con l'anno nuovo ha deciso di restare. Se ne vanno con il nuovo anno anche alcuni degli aiuti per la casa del governo Zapatero e il nuovo corso istituzionale spagnolo è dettato dalle prime mosse del nuovo governo uscito dall'ultimo rimpasto dell'anno scorso. Gennaio è stato l'anno che ha visto più vite andarsene insieme all'acqua piovana: Australia e Cile in cima alla lista.
Meno nobile, ma sicuramente più utile ai cambiamenti climatici in Italia era attesa la dipartita dei sacchetti di plastica dai supermercati, ma a quanto pare la legge non era applicabile del tutto, quindi qualcuno è rimasto, se non la maggior parte, o, meglio, tutti. Per ora.
Su tutti i giornali abbiamo visto la partenza nottetempo del Presidente tunisino Ben Alì, che non per sua volontà è stato incitato dalla folla a farsi un giretto all'estero con sua moglie che per l'occasione si è portata via anche tutto l'oro accumulato in 23 anni di dittatura del marito, chè non si sa mai. A Tunisi il 2011 si è portato via, così, non solo una dittatura, ma anche gli scontri tra militari e manifestanti, che sono stati fotografati mentre si abbracciavano alla notizia della fine del regime. Purtroppo gennaio si è portato via anche le vite di molti esseri umani che partecipavano alle dimostrazioni contro il dittatore, e di qualcuno che ci teneva a diffondere immagini della notizia. Come il fotografo 32enne francese inviato dell'agenzia Epa.
Sempre il 2011 ha segnato la dipartita della giornalista cinematografica Loretta Tornabuoni, dell'inviato Adriano Guerra.
Anche se l'inizio dell'anno non ha eliminato le guerre, nè i confltti, nonostante appelli più o meno accorati di primarie e più o meno validi referendum.
Ma l'anno è iniziato anche con qualche ritorno. Oggi torna nella flagellata Haiti l'ex dittatore, che era via da 25 anni, come se agli haitiani non fossero bastati l'anno scorso il terremoto e il colera.
Mentre tutto questo accadeva in Europa, dove i conti ancora non tornano e i soldi se ne vanno per coprire buchi e rimediare alla crisi, e nel mondo, anche quello immaginato come il meno avanzato un Presidente prende un aereo e scompare nella notte per evitare il linciaggio, in Italia non si registra nessun andirivieni, se non nelle ville del premier. Ma questa è storia vecchia.
E se questa considerazione vi sembra aspra, pensate alla frase del giorno: "Se non sei pronto a tutto te ne vai". E' l'apertura di quasi tutti i giornali italiani, qundi sapete già chi l'ha pronunciata, ma provate a pensare ad altre possibilità. Quale scegliereste?
1) Marchionne rivolgendosi agli operai Fiat
2) Sacconi ai giovani disoccupati italiani
3) Gli italiani a Berlusconi
4) Berlusconi a Ghedini
5) I tunisini al Ben Alì
6) Angela Merkel a Zapatero
7) I mandanti all'assassino di Tucson
8) Qualsiasi datore di lavoro italiano ad un suo dipendente
9) Berlusconi a Bossi
10) Vendola a Veltroni
Spunterei già la 1, la 2, la 4, la 5, la 6, la 7, la 8 perché in potenza o in concreto già avvenute. Quel che resta è il via vai che ci manca. E vai che ci restano ancora 11 mesi e mezzo.
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