Achimporta perchè lo faccio

Continuerò a fare qualcosa senza credere in nulla, e lo farò molto allegramente, perché essere privo del ricatto del domani mi dà un grande sollievo
Pierpaolo Pasolini. Conferenza all'Olivetti

domenica 13 marzo 2011

Il gran rifiuto, no alla munnezza non ben identificata

"Napoli dovrà cercare un'altra soluzione alla sua torbida gestione dei rifiuti". L'incipit dell'articolo apparso ieri sul "El Pais" la dice lunga su quanto siano tutti d'accordo in Spagna sull'accogliere l'immondizia napoletana. No. Niente da fare. C'è una direttiva che prevede il criterio di prossimità per il trattamento dei rifiuti al luogo più vicino a quello in cui si generano. Con questo cavillo la regione di Andalusia ha rifiutato 30mila tonnellate di monnezza che avrebbero potuto arrivare nella discarica di Jeréz. L'immondizia la fanno a Napoli, al Sud Italia e il Sud della Spagna non è proprio quello che si potrebbe definire il luogo più vicino per smaltirla

E' chiaro che questa motivazione, scritta di suo pugno dal presidente della regione andalusa, Jesùs Nieto,  ha poco a che vedere con la reale motivazione del gran rifiuto, contrario anche a quell'appoggio "incondizionato" che al contrario seppero offrirci i tedeschi a suo tempo. Non è solo una questione di principio: "la Repubblica italiana deve aver disposto nelle vicinanze dei luoghi di produzione istallazioni di trattamento e smaltimento dei rifiuti (sembra facile!) per adempiere ai piani di disfacimento dei residui ai quali è obbligata dalla direttiva 2008/98". E poche righe più avanti, scorrendo il comunicato di Nieto, si capisce perché la Spagna, o meglio Andalusia (in questo caso è la regione ad avere l'ultima parola sulla decisione) ha bloccato il viaggio transfrontaliero dei camion della "Partenope Ambiente" con sopra la monnezza di Napoli

Testuali parole: "Dalla nota analitica apportata nella notifica (di richiesta, ndr), non si chiarisce la natura chimica dei residui, nè si forniscono prove realizzate per conoscere lo stato della decomposizione". Alla nota, segue anche una piccola lezione: "Non si è neanche giustificato l'inadempimento della norma sulla gerarchia dei rifiuti, secondo la quale l'eliminazione dei residui deve essere considerata come l'ultima delle opzioni da prendere in considerazione"


Vorremmo aggiungere che in tutto questo le due o tre lezioncine che l'Andalusia ci dà con queste note di rifiuto sono assolutamente gratuite, e che ben più sarebbe convenuto alla Spagna accettare la 'munnezza napoletana: 120 euro a tonnellata, precisamente, che per 30mila sarebbero stati 36.000 euro, che in tempi di crisi delle regioni autonome spagnole non avrebbero fatto sicuramente male a Jerez de la  Frontera. Ma si all'impianto di smaltimento dei rifiuti, alle norme che regolano la questione in tutti i paesi d'Europa, Italia esclusa

Anche se andando sul sito dell'azienda Partenope Ambiente sembra che sia leader sul territorio nazionale in tema di impianti per i rifiuti e che addirittura si sia aggiudicata la gara d'appalto per l'impianto di Acerra in concorrenza con "alcuni dei maggiori protagonisti del mercato europeo dell'energia e del trattamento dei rifiuti". Non osiamo immaginare gli altri. Eppuraeandando sul sito della spagnola Veninsur, che gestisce il sito di Jerèz e che ha tentato l'affare, sembrerebbe che qualcosa di meglio ci sia nel mondo sviluppato

1 commento:

rioba ha detto...

Vogliamo aggiornare questo blog? Dormiamo?