Achimporta perchè lo faccio

Continuerò a fare qualcosa senza credere in nulla, e lo farò molto allegramente, perché essere privo del ricatto del domani mi dà un grande sollievo
Pierpaolo Pasolini. Conferenza all'Olivetti

martedì 31 maggio 2011

Ecco perché il re non voleva morire

Il Pdl, forte della sconfitta elettorale appena subìta (un decorosissimo pareggio 4-0!) ha deciso di prendersi uno di quei piccoli lussi che spetterebbero per motto ai vincitori. Chi vince scrive la storia, si dice. In questo caso chi perde tenta di riscriverla. E non è una procedura nuovissima nè originale. Così per non essere da meno a nessuno, il Partito delle Libertà propone alla Camera dei deputati di equiparare i repubblichini (quelli della repubblica di Salò) ai partigiani in modo che anche questi degni combattenti per la libertà propria e poco vincitori abbiano non solo un posto accanto agli eroi della Liberazione ma anche uno stipendiuccio, un sussidio, insomma, quelle meritatissime monete che  si danno ai mercenari in cambio dei propri servigi. 
Che vi pare della proposta? C'è qualcuno che si azzarderebbe a definirla oscena? C'è un qualcuno che se ne intenda, uno di quelli che si autodefiniscono esperti in materia (dispute su chi ha ragione e chi ha torto) che mi sappia suggerire un aggettivo qualificativo, una terminolgia storicamente accettabile, si accettano anche perifrasi politicamente corrette, insomma, che possa parlare al posto mio ma da un pulpito più alto del mio e spiegare che non sempre la realtà dei fatti sta da due parti, nella maggior parte dei casi parti non solo contrapposte, ma che se solo provassero ad accostarsi tra loro finirebbe che una annullerebbe l'esistenza dell'altra.
Il fatto è che non c'è una voce che si liberi dal pudore nè alla Camera dei Deputati nè fuori, e sia in grado scientificamente o no, sinceramente poco importa, vista la natura non scientifica dell'assersione: i repubblichini sono equiparabili ai partigiani, e dica a voce alta, anche se non urlando che questa equazione è informulabile. Grazie


P. S. Se il suddetto esperto potesse anche dare una mano agli esiliati spagnoli dal regime di Francisco Franco a trovare un accordo con gli illustri autori del "Dizionario biografico" appena compilato in cui si legge, o meglio, non si legge che Franco fu un dittatore, farebbe un altro favore se non all'umanità, almeno alle famiglie dei fucilati spagnoli che ancora si trovano nelle fosse comuni. 

Altro favore: C'è qualcuno che può abolire dal libro virtuale dei detti: "Ai posteri l'ardua sentenza"? Non perchè non sia vero che in teoria spetta ai posteri dare una sentenza, neanche perchè non è vero che sia arduo coniare anche solo una terminologia appropriata su avvenimenti o azioni o personaggi del passato, ma perchè pare non sia più richiesto. 

N.B. Silvio Berlusconi asserisce di sapere che qualcuno lo definisce "morto", ma di non avere il tempo di preparare il suo funerale, nè di andarci. Credo sia un dato positivo e una buona notizia che non ci sarà nessun funerale per mancanza di morto. E non per la morte in sè, di cui sarebbe facile scrivere, ma per via dell'aggettivazione, della definizione del defunto, ecco, che temo nessuno avrà l'ardire di coniare. Ne propongo uno ante mortem: "impegnato". E tagliamo la testa al toro, dovpo averci toreato per almeno un 20ennio. Pare si usi così. Intanto godetevi il Re di Spagna che, volendo anche lui cavar d'impaccio i posteri, si inalbera con la stampa che ogni giorno lo dà quasi per morto. E al contempo fornisce ai giornalisti già un aggettivo nell'eventualità: iracondo, quasi quanto il serbo Mladic.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ecco chi ha saputo rispondere in alto in alto al quesito sui Repubblichini

http://www.youtube.com/watch?v=l2XzE2rgTGY&feature=related


E.G.