"Per vedere le due facce della Chiesa cattolica britannica, basta fare due passi a piedi dal Parlamento. La stazione ferroviaria e degli autobus di Victoria, dove molti immigrati arrivano in cerca di fortuna, è ancora più vicina. In primo luogo vi è il rosso mattone tozzo della cattedrale di Westminster, sede della gerarchia cattolica d'Inghilterra, i suoi mosaici bizantini, che brillano a lume di candela, sono una splendida cornice per uno dei migliori cori del paese. Dietro l'angolo qualosa ci porta molto più con i piedi per terra, in un ostello e centro di accoglienza per i senzatetto (il più grande di Londra), l'istituito è tenuto da un ordine religioso, le Figlie della Carità. Tra i doveri dei sacerdoti e delle suore che lavorarano a "Il passaggio" (The Passage) quella di stare in collegamento con la polizia, gli ospedali e le pompe funebri, nel caso in cui le persone senza fissa dimora, spesso giovani, soccombano alla dipendenza o alla disperazione".
Questa è la traduzione di un articolo, comparso qualche giorno fa su The Economist dal titolo "The fruit of adversity", alla vigilia dell'arrivo del Papa in Inghilterra. Lontano dalla clack, dal corteo e da eventuali minacce di attentati sventati, il quotidiano britannico spiega in quest'articolo la missione della Chiesa cattolica inglese da cui è possibile dedurre le connesse ragioni della visita. Niente è per caso, e infatti, oggi, sempre su The Economist compare una tabella con il numero di viaggi papali in tutto il mondo, non in ordine cronologico, bensì in ordine di "interesse". Ovviamente all'utlimo posto ci sono i paesi arabi, ma subito prima il Cile (?).
Vi lascio leggere l'articolo. Ma prima aggiungo qualche parte che mi ha colpito e sulla quale ho trovato evidenti connessioni con la situazione italiana. Ecco qua, infatti, che il reportage continua cercando di trovare il filo conduttore delle immagini fotografate poco prima: la Chiesa imbellettata e la casa d'accoglienza: "Forse la distanza tra i due non dovrebbe essere esagerata. Per essere un'entità che agisce ai limiti della società, l'ostello ha molti amici in posti elevati, anche nelle banche. Il personale di Goldman Sachs aiuta in cucina, i dipendenti di Barclays aiutano i senza tetto, con suggerimenti su come aprire un conto in banca. E in tutto il suo splendore, la cattedrale è un edificio piuttosto nuovo per un istituzione in recente ripresa, una di quelle cose che ricorda la sua passata debolezza".
Eccolo, dunque il legame. Soldi e martirio ("tra i tesori della cattedrale ci sono i resti di martiri che sono morti per la fede romana per mano di uno stato protestante"). E dopo aver raccontato al lettore che "solo nel 1850 i cattolici si sentirono in grado, per la prima da quando la monarchia ha rotto con Roma nel 1530, di avere dei vescovi in Inghilterra" e che fino a "20 anni prima i titolari delle cariche dovevano essere anglicani", The Economist arriva alle conclusioni.
Punto primo: Nonostante tutto "la Chiesa cattolica in Inghilterra non si presenta in maniera arrogante perché cresciutia con una dieta di potere illimitato". Tutto questo - aggiunge l'articolo "considerando che la sede della Chiesa d'Inghilterra sta ancora cercando di conciliare l'ereditato privilegio con un gregge rattrappito.
Punto secondo: Se il gregge è rattrappito, quale può essere il punto di forza dei "correligionari" del Papa, come vengono definiti nell'articolo? La loro crescente vittoria sta nella "disponibilità a collaborare con le altre fedi per alleviare i problemi sociali, anche la situazione dei migranti". Tutti pronti dunque a far vedere al Papa "l'ultima sfida" e "anche una grande opportunità: un afflusso di lavoratori cattolici dall'Europa Orientale, dall'Asia, dall'Americalatina e dall'Africa.
Perchè "sotto l'impatto dell'immigrazione, le chiese cattoliche sono fiorenti e si sforzano di adattarsi a nuovi linguaggi e stili, in modo particolare a Londra e in altri luoghi del sud come a Southampton". "Secondo La terra della Giustizia (sic!), un sondaggio della Chiesa sui fedeli migranti pubblicato nel 2007, in alcune parrocchie di Londra i tre quarti della congregazione non aveva alcun diritto legale di stare in Gran Bretagna (ed erano quindi vulnerabili alle basse retribuzionei e al ricatto )." E qui è arrivata in soccorso Santa Madre Chiesa. L'esempio? Una zona multiculturale della capitale britannica, "la chiesa dei Gesuiti a Stamford Hill nel nord di Londra, dove agli ebrei chassidici si sono aggiunti i nuovi arrivati ispanici e slavi. E la domenica, la messa è detta prima in inglese, poi in spagnolo, poi in polacco. Se i migranti non sono soddisfatti, hanno un'altra possibilità: La nuova chiesa pentecostale, con il culto in portoghese e in inglese.
A parte i migranti "un altro contingente è formato da giovani, uomini e donne di successo il cui stile e la teologia sono conservatori". Ma "la questione" è sempre la stessa: che ne sarà della Chiesa quando i giovani conservatori di oggi raggiungono la mezza età" e resteranno solo "i filippini ei polacchi con i loro culti e le loro pratiche tradizionali? Si chiede The Economist.
Perchè "la varietà è importate per forgiare un nuovo stile di cattolicesimo, per continuare con le battaglie fresche contro la laicità e la nostalgia per un rovesciamento della Riforma" conclude l'articolo.
Venendo a noi, all'Italia, intendo. Vi sarete sicuramente accorti che le parole più severe del nostro "interno Vaticano" vengono pronunciate sempre a favore dei migranti? E' a questo che lascia pensare l'articolo. E la memoria corre a quei 4 gatti citati dall'ex vaticanista del Tg3 per descrivere gli utlimi angelus del Papa in piazza San Pietro.
E come controprova la fotografia che si può scattare è quella che vede protagoniste le folle più accolarate che nella stessa piazza si vedono durante la giornata del migrante o in quella della gioventù cattolica.Ma a giudicare dalle ultime notizie, pare che in Inghilterra il gioco di prestigio papale non riesca proprio su tutti i migranti , almeno non sui musulmani, che invece da noi una bella domenica si alzano e decidono di andare a farsi benedire da Benedetto XVI.

1 commento:
Ma quelli di Barclay's darebbero anche a me una consulenza? E magari un prestito?
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